martedì 9 novembre 2010

Il bubbone


Quest’ultimo week-end,  ho lavorato sui miei registri vinicoli, ho letto un divertente romanzo di avventura di Clive Cussler (“The Silent Sea”), un noioso e oscuro saggio su Louis-Ferdinand Céline, di Philippe Muray.  Tutto per non sentire i clamori e le grida dei politici italiani.  Ma come evitare la plateale sortita di Fini, domenica, il suo ultimatum a Berlusconi e tutte le infinite sequele in televisione e sui giornali?  Mi sono un po’ rasserenata a guardare l’intervista di Sergio Romano su Sky, la sua razionalità e pacatezza è un balsamo.  Egli rileva l’inesistenza della politica negli eventi degli ultimi mesi, eventi che si riassumono in un mega rissa personale tra due individui, non certo un dibattito utile tra due alti rappresentanti dello Stato.  Darà le dimissioni, Berlusconi?  Non può.  Rilancerà con la fiducia? E’ probabile.  Cadrà il governo? E’ probabile.   Seguirà il  governo tecnico voluto dal centro e da Bersani?  Sergio Romano si augura di no, visto che un tale governo raccoglierebbe tutto il centro, ossia quella parte che vagheggia il non auspicabile ritorno al proporzionale.  Ciò significherebbe la fine del bipolarismo, raro elemento di novità di questi ultimi anni.   L’unica soluzione realmente politica sarebbe il ricorso al parlamento, la sede legittima per decisioni di questo genere. L’unico modo veramente democratico di risolvere l’impasse sarebbero le elezioni anticipate.  Sergio Romano avverte che, se continua la rissa in corso, non può che recare danno all’immagine del Paese e alla sua stabilità economica (la Finanziaria non è ancora stata votata), distruggendo la fiducia degli investitori stranieri e quindi la capacità dell’Italia di fare fronte al suo pesante debito pubblico.  E si chiede, come tutti noi, cosa verrà dopo le elezioni, data la (pessima, dico io) qualità delle forze in campo.
Pierluigi Battista, dal canto suo, rileva la stranezza di un Presidente della Camera che dà l’aut aut al Capo del Governo.  Cose mai viste che sottolineano la totale indifferenza verso la sacralità delle istituzioni.  Non accadrebbe in alcun altro paese civile. 
Ci si chiede quando scoppierà il bubbone.   Forse quando andranno a casa tutti, destra, centro, sinistra, sprovvisti come sono  di senso di responsabilità e di una basilare cultura politica.   La cosa può durare a lungo.  Il potere è un osso difficile da mollare.  Ci vorrà ancora del tempo prima che si affermi una nuova classe politica, giovane, non inquinata e con delle idee in testa


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