mercoledì 17 aprile 2013

L'elezione del Presidente della Repubblica



E’ domani il grande giorno.  Noi italiani ci chiediamo che cosa succederà nel bazaar della politica del nostro Paese, in questa occasione.
Chi voteranno, i nostri bravi ?  Domanda cruciale.
La signora Gabbanelli?  Ho seguito sempre con interesse il suo “Report” e, tranne rare occasione,  ho pensato che fosse una giornalista molto preparata e un essere umano di qualità.  Ma questo non vuol dire essere all’altezza di un compito così importante come la Presidenza della Repubblica e lei ha la buona grazia di riconoscerlo.  E’ stata prescelta da un pulviscolo di elettori on-line, poco rappresentativi del popolo italiano.
D’Alema, il prudentissimo,  molto attento alla sua immagine, che ha sempre preferito il ruolo di eminenza grigia per lasciarsi le spalle coperte e le strade aperte.  Non una buona scelta in un Paese che ha bisogno di uomini coraggiosi.  O forse troverà il coraggio in un occasione così importante.  Chissà?
Rodotà?  Uomo di tutte le stagioni e ormai vecchio vecchio.  In tempi che richiedono l’apertura sul futuro, forse non la persona più adatta.
Il bravo Amato?  Ne rispetto la grande intelligenza, ma ha tradito Craxi, brutto segno.  Per opportunismo o per convinzione, non importa.  Importa il precedente.  Qui, in questa occasione, ci vuole una persona ineccepibile.
Per chi voterei io ( non ne avrò l’occasione)?
Per Cacciari o per Violante.  Entrambi hanno molto sbagliato e molto imparato dagli errori:
Cacciari? Dall’alto della sua torre d’avorio filosofica, ha per anni tenuto posizioni molto teoriche e poco pratiche, ma una volta diventato sindaco di Venezia ha messo la testa a posto.  Oggi è un uomo che capisce la realtà e ha messo da parte la vanità personale.  Grandi qualità in una situazione come quella che attraversa il Paese.  Peccato che non sia in lizza.
Violante?  E’ stato un magistrato arrabbiato per anni ma poi, di fronte all’evidenza, si è tirato in disparte e ci è rimasto.  Alla fine ha capito di dovere rinunciare  alla rabbia. Rimane un grande giurista, democratico convinto e lo si vede dai suoi scritti degli ultimi anni. Ma neanche lui è in lizza.  Peccato.  Mi sembra un ottimo candidato, che non voterà nessuno.
Da domani sarà tutto chiaro:  anche la strada che prenderà il Paese.

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