Io non ho niente contro gli ebrei , ho molti amici ebrei, però… Non ho niente contro i Rom (non ho nessuno amico Rom, ma questo è un dettaglio), però… Spesso il discorso comincia così. Semplice opinione oppure l’inizio della discriminazione? Nei normali rapporti umani, si ha il diritto di avere simpatie o antipatie, anche istintive, ma sempre e solo verso i singoli, non verso stereotipi, altrimenti si cade nel pregiudizio.
I Rom sono di tutto un po’, bravi, cattivi come lo sono tutti gli uomini della Terra. Non si può dare un giudizio definitivo di colpevolezza o d’innocenza sulla base dell’etnia, della razza ecc. , decidendo che l’una e/o l’altra va considerata minoranza da proteggere, o come minoranza invasiva da espellere. Meglio pesare ciascuno per il peso che ha, a qualsiasi etnia, razza o religione appartenga, dargli torto o ragione per quello che fa, senza impacchettarlo in qualche categoria mentale e/o politica che fa scomparire gli individui nelle statistiche. Qualcuno diceva in questi giorni: 70% dei Rom sono brava gente, ben integrata, lavoratrice. Qualcun altro: 70% dei Rom sono disadattati e delinquenti. Giudizi per forza condizionati dal conformismo di appartenenza di chi li emette, arbitrari per definizione, in negativo e in positivo, anche se provengono dalla globale vox populi, e peggio ancora se confluiscono alla rinfusa nelle decisioni politiche. L’unico atteggiamento corretto è di considerare tutti uguali, sotto le leggi dello Stato in cui risiedono e delle quali devono per forza avere rispetto. Nella fattispecie, gli Stati nazionali della UE.







